Parte I: Modena

A metà del 1200 i Grasolfi attaccano Montefiorino e bruciano il castello in costruzione. I Grasolfi erano fedelissimi all’impero e fortemente opposti ai guelfi Aigoni (assieme a Rangoni, Boschetti, e Algani, guidate da Nisetta degli Osti, Ruffo dei Rossi, Pepetto dei Trenta e Crespan Doccia.  ).

Locanda di Modena tre re o tre corone

Galluzzi famiglia nobile (via gallucci)

Modena san giovanno del cantone chiesa con sotto feti e cadaveri

Malaria, paludi della terra della bonifica nonalto lana

Attiraglio controcorrente delle barche coi cavalli

I fiumi secchi e Panaro insieme alle risorgive rifornivano i canali di Modena che confluivano nella piglio naviglio e poi fino a Bastiglia dove cominciava il tratto artificiale per Bomporto da Bomporto si poteva decidere anche di andare dove si trova il torbido

Villa pentatorri Ho casino delle delizie era costruita dove i canali si infilavano nel naviglio. Ci sono quattro sbarramenti o sostegni lungo il corso del naviglio uno a Bomporto uno a Bastiglia e altri due erano Modena a mulini nuovi e sostegno cortese

I sostegni erano dei sistemi calzano l’acqua per permettere alle barche di passare

Albareto

Insediamento di passaggio sotto l’influsso della Chiesa di Nonantola, zona burrascosa e pervasa da violente tempeste tutto l’anno. Albareto ha una pieve dedicata ai santi Nazario e Celso i cui corpi decapitati sono rappresentati da statue presenti ai due lati della strada che percorre il borgo. Il fiume Naviglio qui si gonfia in modo spaventoso e i monaci che la amministrano hanno il dono di camminare sulle acque e di controllare il tempo da una reliquia ingioiellata contenente la testa di santa Eusebia.

Cognento

Qui nacque e risiede San Geminiano,