L’ambientazione

Antichità ed era Moderna

Questa ambientazione “Ucronica” divide la Storia in due grandi contenitori, ovvero il Passato e il Presente. 

Il Passato comprende l’antichità, più o meno tutto quello avvenuto “prima” fino ai tempi di Matilde di Canossa e comprende personaggi come Anselmo da Nonantola o Gundeberga (la “Bonissima” di Modena). E’ l’epoca in cui vengono collocate le origini dei monumenti antichi, dei poeti dell’Età Classica, delle strade degli Antichi Romani, degli ultimi domini bizantini e degli antenati longobardi e franchi che fondarono molte delle casate maggiori del Presente. E’ l’epoca delle dinastie del Sacro Romano Impero e dell’Alto Medioevo, dei “barbari” Celti, Etrischi e Liguri Friniati. Tutto quello che è Passato può essere indistintamente buttato in questo calderone. Matilde, peraltro, è ancora viva in uno stato di non-morte, e tramite la reliquia del teschio dell’antenato Sigifriedo controlla ancora quanto avviene nelle terre di Badia attraverso le costruzioni che fece erigere durante la sua vita, ma di questo ne parleremo nel capitolo dedicato a Matilde di Canossa.

Il Presente è dato dalla fusione di personaggi ed avvenimenti risalenti all’epoca trail 1000 e il 1600 (con abbondante libertà di incursione nei secoli precedenti e successivi), nell’ipotesi che avvenissero tutti nello stesso periodo. In questo contesto temporale presente avviene la prima Crociata, la battaglia di Zapppolino, la Battaglia di Fossalta e le guerre di Castro.

Il Sacrum Imperium e il Papato

Federico I governa il potente Sacrum Imperium, felice del suo nuovo neonato erede, il nipote Federico II, colui che sarà conosciuto come l’Anticristo. Alla nascita del giovane rampollo, nella cattedrale di Roma, San Pietro aprì gli occhi ed emise un sibilo di agonia che fu percepito da tutti i Primarchi. Le guardie templari alzarono le difese in tutte le chiese dell’imperium e un legato papale fu mandato alla corte dell’Imperatore per richiedere il sacrificio del nipote. A questa domanda, Federico fece scuoiare il legato, restituendo la pelle al papa in uno scrigno. La pelle recava la scritta di risposta dell’Imperatore che accusava il papa di essere al servizio di Astarotte demone della tentazione e come tale il legato subì la sorte dell’apostolo Bartolomeo.

Modena e il Comitatus Mutinae

Precedentemente castro Romano durante la conquista della Gallia, Modena diventa fermo avamposto del potere Estense coordinato dal Palazzo di Ferrara. Qui gli Este amministrano la città e i territori limitrofi grazie al crudele rampollo folle Niccolò III, delegando il comando a sud sulle difficili montagne della Provincia del Frignano ai potenti Montecuccoli, generali dell’Imperatore, e alla marca del Nord comprendente il Ducato di Mirandola dei Pico, ricca e influente famiglia in perenne lotta coi crudelissimi Bonacolsi di Mantova e i loro rivali Gonzaga (non da trascurare l’enorme debito degli Este nei confronti dei Gonzaga per la costruzione del Castello di Ferrara). A Carpi, la casata dei Pio gestisce una marca di confine, il Principato di Carpi.

Il Comitatus Mutinae, ovvero il dominio diretto della città, comprende anche la zona della Garfagnana (porzione di appennino che tocca il territorio Lucchese), mentre diversi terreni indipendenti rimangono arroccati nei propri territori sotto famiglie nobiliari dalla fedeltà incerta. Tra i domini estensi e indipendenti, e chiese fedeli al papa, comandanti di ventura mercenari offrono la propria spada al miglior offerente arricchendosi con il sangue e con l’acciaio.

Argomenti trattati

Noterete che l’ambientazione è soffocante profondamente ingiusta. Non ci sono buoni in questo mondo, ma solo chi resta in vita. Ingiustizie sociali di ogni tipo si accavallano nella vita di tutti i giorni eppure l’umanità, con le sue superstizioni e le sue storture permette di ripararsi dalle minacce che incombono ovunque. E’ un mondo povero pervaso dalla fame e dal freddo, di duro lavoro, di rigide classi sociali e timor di Dio. Non diremo che potete giocare qualsiasi tipo di personaggio come non diremo che avete la possibilità di giocare un personaggio mancino: ovviamente potete giocare il personaggio che volete, o dare qualsiasi taglio alla vostra campagna. Qualsiasi opzione narrativa vi venga in mente può essere applicata in un gioco che si propone qui solamente di introdurre la scenografia delle storie che sarete voi a creare.

Volete cambiare il mondo? Basta volerlo, ed accortarsi con il Maestro di Gioco. Quel che troverete in queste pagine rimane un mondo duro, di classi sociali brutalmente imposte da un sistema feudale dove per altro vige la legge salica, ed essere donna è tutto fuorché cosa facile, anche a corte, dove la sodomia è nascosta o punita con la morte, e qualsiasi cosa ricordi una malformazione è vista come un segno diabolico che porta in direzione del rogo.

Di Ferro e Di Spine non si pone come realtà storica in nessun modo, ma visualizza un immaginario stereotipico di uno zelota del 1300, con segni diabolici nascosti nelle messi e mostri orrendi creati da eresie pagane. Ma proprio perché è un mondo ingiusto e duro, che chi ha la stoffa dell’eroe può dar dimostrazione del suo valore, e cambiare le cose.

Espandere il mondo

Anche qui siamo costretti a confermare l’ovvio. Questo supplemento è solo un punto di partenza che vi da gli strumenti per approfondire altre zone d’Italia nello stesso modo in cui verrà fatto per l’Emilia e la Romagna. Con ogni probabilità nel raggio di 100 Km avete abbastanza elementi per una campagna che duri anni. Santi, chiese, pievi, re, condottieri, baroni, rovine, opere d’arte sono ovunque, così come leggende e millenni di storia.

Usate questo manuale come spunto e scavate i dati da testi locali, dalle targhette fuori dai palazzi, dai racconti degli anziani.