Libri che fanno la differenza

Yves Klein

All’incirca 7-8 anni fa ho cominciato ad interessarmi ad alcuni argomenti apparentemente scollegati tra loro ma che trovo personalmente profondamente correlati. Ho provato più volte a scomporli e classificarli ma ancora non sono riuscito a trovare una giusta definizione per descriverli nel loro insieme, quando qualcuno mi chiede di cosa si tratta fatico un po’ a trovare la giusta definizione. Di quando in quando sfoglio Amazon e B&N, talvolta aNobii o Abebooks e così via per trovare altri libri che magari sono stati menzionati nelle note bibliografiche di un libro che ho appena finito e così nel tempo gli scaffali sono diventati due, poi tre e così via. Un po’ come si faceva con i dischi tanti anni fa, quando per conoscere i gruppi guardavi l’elenco dei ringraziamenti.

Leggo tutti i giorni per un’oretta dopo pranzo, quando la mente è ancora reattiva e di nuovo prima di addormentarmi, anche se la sera preferisco letture meno tecniche a meno che un argomento non mi stia prendendo molto. Trattasi di una “routine”, “rituale” o ‘”abitudine” a seconda di chi scrive, forse la più sana e produttiva che ho adottato dal 2008 ad oggi. Di cosa parlano in sostanza questi libri? In genere parlano di “metodo”, o di scomposizione, analisi e risoluzione di problemi attraverso un approccio scientifico e sistematico. Molti sono libri di management o analisi di economia aziendale, altri “psicologia applicata” (termine orrendo), altri manuali di organizzazione e time management scritti per lo più per massaie e “professional organizer”, altri libri di lifestyle, altri ancora manuali tecnici sulla gestione delle informazioni in azienda ed in particolar modo sul mondo del paperless. Un giorno un libro sulle strutture organizzative dei prodotti sugli scaffali di un supermercato, l’altro qualcosa sull’organizzazione di un armadio, l’altro ancora un trattato sui sistemi organizzativi come il famigerato Pomodoro.

Più leggo sta roba, più mi rendo conto di quanto siano perfettamente sovrapponibili i concetti di analisi e risoluzione dei problemi tra un organismo vivente e pensante come quello umano e quello “aziendale”. Un’impresa E’ un organismo, un organismo che vive e si nutre e che va curato, che rispecchia centimentro per centimetro la persona che l’ha fondata e che la dirige. E’ un organismo che ha bisogno di etica, di nutrimento, di metodo, di sfide e dei giusti tempi di riposo. Qualsiasi libro di analisi aziendale che ho letto ha elementi che si possono trasferire nel mondo del “self help” o dell’organizzazione personale e vice versa. I concetti di controllo e prospettiva cari al mondo del time management (termine tra l’altro desueto da un bel po’, ma giusto per capirci) altri non sono che i concetti di management e leadership del mondo “corpotativo”. I concetti di organizzazione e di flussi delle attività lavorative non differiscono molto dai principi di organizzazione degli spazi di casa. E’ un mondo affascinante che passo dopo passo mi ha dato molti elementi per capire come meglio sfruttare il tempo e le risorse a mia disposizione ogni giorno, in maniera efficace (e non solo efficiente). In particolar modo, sono letture che passo dopo passo hanno portato un cambio radicale nella mia vita di tutti i giorni. Pensavo quindi di condividere questa cosa con altri che magari, come me al tempo, si trovano persi e non sanno che pesci prendere, tirati ogni momento da impegni presi con se stessi o con altri.

I titoli sarebbero tanti e di qualità non sempre eccelsa, spesso i concetti tendono ad essere ridondanti. Mi sento però di consigliarne alcuni che nel tempo hanno davvero fatto la differenza per me, in maniera permanente. Partiamo dal presupposto che una decina di anni fa mi trovavo nel caos più totale, con una completa mancanza di obiettivi e con un doloroso fallimento alle spalle per quanto riguarda il lavoro, fallimento dovuto esclusivamente alla mancanza di metodo e di disciplina. Le giornate erano una poltiglia informe di stimoli fini a se stessi intervallati da piccoli periodi di entusiasmo destinati a bruciare per qualche giorno o settimana prima di tornare a sopire.

Quindi in soldoni, che posso comsigliare?

Vari libri di self-help

Nel mondo del self-help c’è un po’ di tutto, ed è un mondo che personalmente trovo pieno di buoni propositi ma spesso viscido e pieno di squali. Leggere alcuni di questi libri al momento giusto puà essere un vero “life changer”. Quale che sia la critica che si vuol muovere a questa categoria di testi è innegabile che molte persone ne abbiano tratto nuovo vigore e sono riusciti a cambiare radicalmente le proprie vite, con casistiche di successo estremo a partire da situazioni davvero disperate. Sono armi molto potenti ma come tali non funzionano nel vuoto. Dosi eccessive di cinismo di solito impediscono di vederne i tanti spunti interessanti (soprattutto se la visione di questo mondo è ridotta a stronzi che corrono sui carboni ardenti e che scrivono frasi motivazionali sui post it attaccati allo specchio del bagno), dosi eccessive di dedizione quasi religiosa a questi sistemi portano a quella sorta di estremismo manicheista da setta religiosa. Io personalmente ho trovato interessanti molti spunti anche se buona parte di questi libri sono mirati a manager e venditori, spesso abbinati a tecniche di convizione ecc. delle quali non mi interessa nulla. In questa categoria il gigante che nessuno può ignorare è indubbiamente Tony Robbins, un riccone affetto da acromegalia che ha fatto miliardi vendendo corsi, cacnelleria e musicassette fino a pochi anni fa (:D) a prezzi di diverse migliaia di dollari. La scusa sarebbe che se segui i suoi principi il ritorno nella tua vita sarebbe tale che quei 2000 dollari per andarlo a vedere un fine settimana dovrebbe essere ampiamente ripagato. Chi c’è stato dice che è un’esperienza unica. Io  boh, credo che rimarrò nel dubbio. Il mondo dei Robbins è borderline con quello di Scientology per come la vedo io, avido di denaro, capace di generare entusiasmi al limiti del fanatismo e talvolta genera comportamenti inquitetanti (tipo quello che lui chiama ancho, ovvero un gesto rituale da ripetere per catalizzare l’energia prima di un momento difficile) ma è oggettivamente carico di idee e concetti molto interessanti e nessuno come lui è in grado di farti pensare a fondo su quel che succede nella tua vita. Attorno a lui ci sono molti altri, alcuni più tecnici, altri che io ritengo al limite della follia (evitate puttanate tipo Rhonda Byrne o Deepak Chopra). Se questo è un mondo che vi interessa è impossibile non partire da Robbins, solo per favore non buttate migliaia di euro per i suoi corsi, ci sono modi migliori per spenderli (se non sapete come, piccola raccomandazione extra: Your Money Or Your Life).

Getting Things Done aka Detto Fatto! + vari libri dell’autore

Se c’è un libro, UNO, che vorrei mandare indietro nel tempo e regalare al mio me stesso di 12-13 anni è questo. Nessun altro libro ha avuto un’influenza così radicale nella mia vita come questo manualetto. Tutt’ora, dopo almeno 6-7 anni dall’adozione di questo sistema continuo a scoprirne nuove sfumature. Partiamo dal fatto che sono un accumulatore non solo di oggetti, ma anche di idee. Non passa minuto nella giornata che non mi vengano in mente almeno altre 2.3 cose che vorrei fare. Ho vissuto sepolto dagli oggetti e dalle pratiche per anni senza riuscirgli a dare una forma concreta ma soprattutto senza riuscire a portare a termine progetti ad ampio respiro. Tutto è cambiato da quanto ho letto questo libro, che propone un approccio sistematico all’affrontare la mole di stimoli interni ed esterni che ci assalgono ogni giorno. In particolare, per una persona creativa, questo libro è il fottuto Graal. Non ho ancora letto una critica intelligente a questo sistema, in genera chi lo snobba è perchè non l’ha capito fino in fondo. Come dicevo prima, anche a me sono voluti anni per implementarlo correttamente. Questo nel mio caso è stato il libro cardine attorno al quale ho poi agganciato principi presi da altri sistemi. Ora parrebbe che stia incensando questo testo un po’ troppo – e capisco che per alcuni potrebbe non fare la stessa differenza che ha fatto per me – ma nel mio caso in una decina di giorni ho davvero rivisto tutti gli obiettivi e sistemato e riorganizzato ogni singolo post-it e idea che ho avuto in tutti anni precedenti. Molto spesso la causa della procrastinazione è l’incapacità di definire il lavoro che dobbiamo fare, tendiamo a scansare lavori che non sappiamo ancora come risolvere. Ecco, questo manuale sbroglia e riorganizza in un unico sistema coerente il sistema più complesso di tutti: la vita di tutti i giorni.

E soprattutto lo fa a costo ZERO.

Averlo avuto in mano solo una decina di anni prima…

Seven Habits of Highly Effective People + The Eight Habit

Questo libro è un macigno. Duro, faticoso, ma se si riesce ad affrontarlo dalla prima all’ultima pagina non puoi uscirne illeso. La prima volta che lo lessi lo abbandonai dopo una ventina di pagine. Richiede davvero molta energia per essere letto. E’ un libro che ti costringe ad una profondissima auto analisi, un libro che non puoi leggere più di 4-5 pagine alla volta perchè richiede ad ogni passo una profonda comprensione. Scritto da un fervente Cristiano dello Utah morto ottuagenario in un incidente in bicicletta, ho trovato straordinario come nonostante le premesse questo libro sia assolutamente agnostico. Covey non vuole convertire nessuno ma anzi si augura che ognuno possa trovare la propria etica e le proprie regole “personali” per vivere una vita migliore. E’ un libro che a volte pare eccessivamente tecnico, con classificazioni talvolta Kantiane, ma quando sono riuscito finalmente a digerirlo ne ho tratto una grande nuova forza e ho scoperto alcune profonde lacune che mi hanno perseguitato per anni e delle quali non ero a conoscenza. E’ il libro per eccellenza del “prendere atto”.

Il libro contiene anche un sistema di gestione delle attività che però non mi convince quanto quello di Allen. Ho provato ad adottarlo per un breve periodo ma non è molto efficace se ci si trova immersi nel fango fino alla gola. Talvolta uso ancora alcuni principi di questo sistema (quello delle “big rocks” ad esempio) ma li ho agganciati al GTD anziché soppiantarlo. In particolare questo è un sistema che non aiuta a limitare lo stress quanto il GTD.

Beware: anche l’associazione di Covey è uno di quei bastioni succhiasoldi da grossa corporazione Americana che fa “formazione” a omarelli in giacca John Ford. Agende da 200 dollari, tipo. Dite che se le tengano.

Power of Full Engagement + Power of Story

Il terzo testo che mi ha davvero influenzato positivamente è stato questo The Power of Full Engagement, in seguito alla lettura di questo libro ho avuto il più bel periodo dei miei ultimi 10 anni. Questo libro è stato scritto da due tizi specializzati in performance sportive che hanno deciso di portare le proprie conoscenze nel mondo corporativo. E’ un libro semplice e di impatto, che però fornisce tutti gli strumenti necessari ad affrontare cambiamenti duraturi. Parte con una forte analisi della propria storia per capire cosa e se c’è qualcosa che non va, e ti da gli strumenti per riallinearti passo dopo passo. Questo è un libro che ha portato una grande calma nella mia vita e soprattutto mi ha insegnato l’importanza delle abitudini. Ci sarebbe molto da discutere a riguardo ma c’è una frase che calza perfettamente i principi enunciati qui dentro “Noi siamo quello che facciamo ripetutamente. Perciò l’eccellenza non è un’azione, ma un’abitudine.“.

Eat That Frog

Libretto striminzito ma densissimo che ha avuto il grande merito di insegnarmi ad affrontare la più grossa rottura di coglioni della giornata come prima cosa la mattina. In realtà ci sono tanti buoni consigli qui, e Tracy è uno che sa quel che dice. Per le poche pagine che ci sono è un concentrato di buon senso e una guida pratica che si potrebbe spulciare ogni giorno.

Rework

Questo è il libro da leggere se si ha un’impresa o se si è in partita IVA. Una voce nuova e fresca fuori dal coro che rivede uno per uno tutti i cliché legati al mondo dell’impresa, o meglio abbatte una per una le “best practices” che vengono vendute da molti libri e corsi tradizionali sull’argomento. Se hai un’attività tua è fortemente raccomandato. Da quando l’ho letto ho ripreso in mano un vecchio progetto e non ho ancora smesso di lavorarci una sola sera.

Vari testi sul minimalismo

Questo argomento, dopo quello dello storytelling, (in campo letterario, storico, pischiatrico, economico ecc.) è a mio avviso la grande rivoluzione del decennio. Viaggiare miminal ormai mi pare essere diventato quasi uno standard. Con i mezzi che abbiamo oggi grazie alla connettività, alle carte di credito e alle memorie di massa tascabili oggi è possibile viaggiare senza neppure uno zainetto.  Canali di YouTube sul minimalismo stanno crescendo come funghi giorno dopo giorno, probabilmente alimentati dal padre di questa rivalutazione della vita semplice: Leo di Zen Habits. Ovviamente il tizio non è il padre del minimalismo, ma a mio avviso è il maggior responsabile della sua rivalutazione degli ultimi anni, come stile di vita. Difficile non influenzare il mondo quando il tuo blog è il primo blog personale in assoluto per numero di visite. Dopo aver analizzato, capito, riorganizzato la mia vita, questo è stato l’ultimo step nel processo. Minimalismo consiste nello sbarazzarsi di tutto quello che non è necessario o che non migliora attivamente la tua vita. Un bel libro sull’argomento è Everything that Remains ma in realtà ormai che ne sono tanti, seppur la maggior parte sono semplici testi che raccoglono consigli per il decluttering. Non che ci sia molto da dire in realtà, diciamo che questo libro narra il percorso di questa persona che è passata da una vita di cose e di stress a una vita semplice e onesta. Il tipo e un suo amico redigono un blog abbastanza famoso “The Minimalists“.

Non credo che avrei potuto affrontare questo argomento senza fare il giusto percorso prima, sicuramente è stato l’unica logica conclusione di un lungo percorso. Finora.

December 10, 2015  Leave a comment

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