GTD Guida passo a passo parte 1

In cosa consiste allora esattamente il metodo GTD?

Fondamentalmente si tratta di un sistema di abitudini che, una volta adottate, permetterano di gestire i carichi di lavoro della giornata senza stress, mantenendo alte concentrazione, creatività e rilassatezza nei momenti dove queste sono richieste. Tutti, in particolare i creativi che credono che vivere nel caos sia la bandiera del loro pensiero artistico e impossibile da imbrigialre, possono godere di questo stile di vita. Il GTD permetterà di essere produttivo nel lavoro, ma permetterà anche di rilassarsi la sera davanti alla televisione, o assieme alla famiglia.Allen afferma che ci vogliono 2 anni per prenderne pienamente possesso. All’inizio credevo fosse una sparata. Con il passare dei mesi mi sono reso conto di quanto questa stima sia realistica. All’inizio pensi che si tratti solo di ordinare un sistema di pratiche che conosci già. Alla fine il GTD si basa sul concetto di tenere delle liste, dei promemoria e un buon archivio. Cose che tutti noi abbiamo già. Eppure c’è molto piu di questo, e strada facendo le cose salteranno fuori con chiarezza.

Fondamentalmente il GTD si basa sul concetto che ogni “cosa” che attrae la nostra attenzione, e che in in qualche momento del nostro futuro dovrà o portrà essere affrontata (in inglese “actinable”) , deve risiedere all’esterno della nostra mente, in un sistema sicuro ed affidabile. Non nel nostro cervello. A seconda di quanto lo vorremo implementare, ci permetterà di lavorare in maniera quasi automatica, permettendoci di esplorare con tutta libertà gli orizzonti della nostra fantasia. Un modo splendido per “lavorare” senza sentirne il peso. Possiamo paragonarlo a un servo che gestisce il lavoro per noi. Lasciamo che sia lui a spaccare la legna per il fuoco e a preparare da mangiare, mentre noi ci dedichiamo al lavoro vero e proprio, alle nostre priorità, ai nostri hobby. Io credo che gran parte della fatica derivata dal lavoro della giornata sia generata dalla fatica di superare gli attriti che creiamo, piu che dal semplice lavoro in se. Il sistema al quale affidiamo i nostri pensieri deve essere quindi davvero affidabile perchè se cosi non fosse, il nostro cervello continuerebbe a ricordarcene, occupando risorse di memoria che sarebbero meglio utilizzate per fare le cose, non per ricordarle.

Val le pena di dirlo una volta per tutte: non c’è nulla di trascendentale in questo metodo. Tutti noi, ogni giorno, applichiamo in maniera non strutturata elementi di questo metodo. Ad esempio quando facciamo la lista della spesa. Eppure è il modo in cui tutto combacia senza attriti che rende questo sistema cosi potente. Nessuna agenda miracolosa, nessun libro di time management della Harvard, nessun assurdo software da centinaia di euro. Si può implementare tutto a costo zero.

Nel lato pratico, Allen parte dal concetto fondamentale che è necessario usare tante liste, anche se deve essere chiaro da subito che queste non sono che una parte del sistema stesso – attenzione perchè questo è il tipico errore in cui cadono in tanti, leggendo le critiche bibliografiche di coloro che dal libro non hanno tratto giovamento. Tutti possono concordare credo, sul fatto che trascrivere una lista di cose da fare nella giornata in momenti specifici (il mattino o la sera prima di andare a dormire) sia un enorme aiuto per affrontare la giornata con maggiore controllo e parizale relax. Per lo almeno, aiuta. La prima di queste liste che affronteremo è la “mega lista” (mi sono permesso di inventare questo termine) di TUTTE le cose da fare. Potremmo chiamarla anche proto-lista perchè da questa ne scaturiranno tante altre. La proto-mega-lista andrà nel famigerato “Contenitore di Raccolta”.

Il contenitore di raccolta

vecchia agenda, archivio, un giorno/forse e contenitori di raccolta

vecchia agenda, archivio, un giorno/forse e contenitori di raccolta

Partiamo da questo primo concetto: fate una lista delle cose da fare, TUTTO quello che avete in mente oggi. Metteteci tutto, cose che forse farete tra un anno o piu, cose che dovete fare tra mezz’ora, cose che rimandate da mesi. Spremete bene tutto fuori dal cranio, anche riordinare il sottoscala, pulire sotto i divani, affittare quel film in videoteca o restituire quel libro al vostro amico Caio. Tecnicamente, piu avanti, alcune di queste cose saranno da considerare progetti, alcune semplici azioni, ma per ora potete mettere tutto assieme*. E’ importante che ogni punto di questa lista sia composto da una singola “cosa” che al momento cattura la vostra attenzione. Un modo divertente per essere sicuro di scrivere tutto quel che serve è chiedersi se una volta realizzate o occupatisi di tutte le cose che appaiono nella lista che hai sotto mano, potresti dire “non ho piu nulla da fare o da desiderare” (tecnicamente questo “nirvana” o “ein sof” – pressochè irragiungibile – è chiamato “inbox zero”). Ripeto: nella mega-lista deve comparire tutto quello che si ha in mente, è importante che al termine di questo la mente sia completamente sgombra.E’ molto probabile che facendo questo esercizio saltino fuori cose alle quali non pensate da mesi. Questo è dovuto al fatto che ci sono angoli remoti della mente che hanno coservato quella roba per tutto questo tempo. E’ quello che vogliamo evitare. La mente si deve occupare di creare, di generare idee, di godere l’attimo che fugge. Non deve fare da magazzino. Pensate che ci sia un genio che si occuperà di risolvere tutte le cose incomplete della vostra vita. Fate finta di scrivere una lettera per lui. Fategli fare tutto quello che dovete fare.

Fatto?

Guardiamola. La lista per ora sarà, diciamo, piuttosto informe. Un ammasso limaccioso e caotico di cose ipotetiche, lavoretti di routine, pensieri abbozzati. Anche se averla scritta potrebbe aver già avuto un primo effetto benefico, dovrete ammettere che questa lista, cosi com’è, serve a poco o a nulla. Forse una parte potrebbe essere già utile, ma il resto sarà assolutamente difficile da gestire. Le famose note che vengono rimandate giorno dopo giorno nellagenda, senza venire mai evase, fino a che non vengono cancellate. Potrebbero esserci degli appuntamenti in mezzo. O reminder che vi serviranno solo quando sarete in un luogo specifico (dal meccanico, in ufficio, in palestra). Con ogni probabilità sarà anche incompleta. Continuiamo allora questo processo e raccogliamo anche foglietti di carta, note, appunti, messaggi nella segreteria telefonica del cellulare, email. In questo modo stiamo convogliando tutto il materiale potenziale in quelli che si chiamano “contenitori di raccolta“. Questa revisione è una pratica che dovrete abituarvi a fare spesso. Ovviamente le prossime volte non srà cosi drastica, ma la revisione è fondamentale. Se non la fai regolarmente, la mente non si fiderà piu del sistema, e tutto il sistema cadrà. Per quanto leggiate in giro che esistono versioni “light” del GTD nelle quali vengono inmplementate solo alcuni concetti, vi ssicuro che non può essere vero. Il GTD funziona solo se fate tutto quel che c’è da fare. E il risultato finale sarà ben al di sopra della somma delle parti. Fatela, la revisione. Tutti i giorni o quasi, E almeno una volta alla settimana in maniera profonda e completa. Mente sgombra, sempre! Tutto quello che dovete fare, nella vostra vita, dovrà risiedere solo in due posti: organizzato in promemoria specifici (ci arriveremo), oppure in questi raccoglitori, pronti a venire filtrati ed organizzati in maniera semplice e intuitiva, senza sforzo (ricorreremo alla massima “ogni cosa al suo posto, ogni posto la sua cosa”).

Sia chiaro: sembrerà ad alcuni che questo metodo è qualcosa di assurdo, gelido e informale. Che distrugga la creatività, la spontaneità. Balle. E’ vero il contrario, ed alla fine del “mini-corso”, sono sicuro che molti converranno con me. Molti dicono “ho il mio metodo”. Però sono sempre incasinati, sommersi dal lavoro, perennemente in emergenza, iperattivi per tutto il giorno fino a quando la sera non crollano come dei sacchi di m*da sulla loro poltrona a guardare le trasmissioni sui pacchi, o si attaccano a qualche giochino “mindless” alla Plasytation 3. Ovviamente chiedendosi come mai la vita non gli ha dato le stesse opportunità che ha dato agli altri. Il metodo, nonce l’hanno. O meglio hanno un metodo che non funziona. Se non si accorgono dei loro limiti, allora non c’è problema. Se non riconosci il problema, probabilmente non potrai mai risolverlo.

Tornando a noi. Cosi avete raccolto tutto. Idee, note, appunti, depliant, biglietti da visita, brochure, la nostra megalista e li avete sbattuti in un cesto. Questo è il nostro contenitore di raccolta numero 1. Poi ci sarà la casella di posta in arrivo del vostro client di posta (io uso ancora Outlook 2007), la cartella del PC con la roba che scaricate da internet (consiglio vivamente di tenere una sola cartella con tutto lo scaricato, configurando i programmi man mano che li installate perchè tutto confluisca li: uTorrent, eMule, il browser – Firefox, IE, Safari, Chrome, quel che volete). Io come contenitore di raccolta primario uso una semplice scatola da scarpe. Molti usano vaschette portadocumenti, ma sono difficili da gestire quando si mettono dentro cose voluminose (torce elettriche per ricordarsi di comprare le batterie, per esempio, o il router dell’amico che ti ha chiesto di configurarglielo). Se le cose sono molto grosse, la cosa corretta sarebbe fare un foglietto con scritto “aggiustare lavatrice”. Non provate a farla stare dentro alla scatola da scarpe, per quanto siate forti è difficile che ci riuscirete. In questi casi per aumentare l’efficienza, potrebbe essere necessario barare un po’. Sbattendo la torcia elettrica nella scatola da scarpe, la mia mente non ci penserà piu fino a quando non sarò in ferramenta ed estrarro il mio bel promemoria.

Contenitore di raccolta mobile

Contenitore di raccolta mobile

Un ultima nota sui contenitori di raccolta: tenetene sempre uno “temporaneo” a portata di mano. Io uso dei quadernini Moleskine che sono bellissimi da vedere, ma qualsiasi metodo di cattura per idee e promemoria va bene. Ho una borsa Eastpak con dentro una cartellina rigida di pelle per tenere i documenti. Durante il giorno, quando son in giro, quello è il mio contenitore di raccolta. Come reminder, un mio amico invia a se stesso gli SMS. Mia madre attacca fogli di recupero con il nastro adesivo sul bancone del negozio. Alcuni attaccano i post it sul monitor (magari sullo schermo stesso…). In USA va di moda usare lo “hipster PDA” che consiste in una banale molletta che tiene ferma un blocchetto di biglietti da visita dal retro bianco o dei cartoncini. Io a breve vorrei comprare anche un dittafono (registratorino portatile), per prendere appunti in macchina, in particolare nei viaggi molto lunghi, quando mi vengono in mente recensioni, idee per i blog, concetti complessi che non posso scrivere al volante. C’è chi trova comodo il blocco note del palmare (io no). Anche questo è un sistema ottimo. Ma in conclusione non è importante il mezzo, ma che abbiate qualcosa per svuotare la testa appena questa raccoglie informazioni che necessitano di un seguito. Anche se sembra assurdo, oltre alla Moleskine, ho posizionato bloc notes anche in bagno sul termosifone, nell’auto, sul comodino di fianco al letto e in cucina. Per una persona dai pensieri in continua evoluzione come me, conosciuto per saltare sempre di “palo in frasca”, con un deficit di attenzione da Guinness dei primati (controbilanciato dal gravissimo senso di responsabilità e dal terrore di dimenticare le cose), questa prima abitudine è stata di fondamentale importanza. Da quando adotto questo sistema, sono sicuro che non dimenticherò mai piu nulla. Pare poco eh?

Note

Quella dei progetti (attività che richiedono piu azioni) e delle azioni “indipendenti”, per i curiosi, è una prima distinzione che viene fatta da Allen per identificare azioni che possono venire svolte in un colpo solo, da quelle che richiedono piu “step”. Lavare l’auto, anche se sembra un’azione, potrebbe essere un progetto, mentre chiamare un amico un’azione. A livello temporale le cose potrebbero richiedere lo stesso tempo, eppure dobbiamo affrontare subito questo primo scoglio, che consiste nel dividere le cose da fare in unità logiche. Piu avanti proverò ad illustrare come svuotare il raccoglitore, e come generare le liste.

December 4, 2009

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