Censura

Bella notizia oggi dall’Ansa. Il nostro ministro delle cominicazioni, “ottimista e di sinistra” come direbbe Dalla, ha fatto la sua bella figura di merda censurando il suo primo videogame. Ma i fascisti non stavano dall’altra parte?

Libertà cazzo, libertà!

“ROMA – Il videogioco Manhunt 2 (Caccia all’uomo 2), basato su inseguimenti e omicidi brutali, incoraggiando a uccidere in maniera efferata, non uscirà in Italia. Il ministro Paolo Gentiloni lo ha bloccato oggi, dopo il divieto in Gran Bretagna e Irlanda e l’appello ieri di Telefono Azzurro alle istituzioni italiane. Disponibile per le consolles Playstation 2 e Nintendo Wii, sviluppato dalla società americana Elo Boost Games, sarebbe dovuto uscire in Italia, distribuito dalla Take 2 Interactive Italia il 13 luglio. Il tema della violenza dei videogiochi arriverà all’ordine del giorno della Conferenza dell’Isfe, prevista a Bruxelles il 26 giugno, con la partecipazione di Vivianne Reding, della Commissione europea per l’informazione e le tecnologie. L’ISFE é l’organismo associativo europeo che riunisce i produttori di videogiochi. E’ stato lo stesso ministro Gentiloni, informa una nota del ministero delle Comunicazioni, a chiedere al presidente dell’Isfe di affrontare il tema a livello europeo.

Il Presidente dell’Isfe ha accolto la richiesta e il problema di Manhut 2 è stato inserito al primo punto all’ordine del giorno. Le statistiche più recenti hanno evidenziato che i videogiochi hanno un ruolo sempre più importante nel tempo libero di tutte le generazioni. Se è vero che il pubblico dei videogiocatori ha un’età media sempre più alta in Italia intorno ai 28 anni , dall’altro è anche vero che il videogioco é sempre più un fenomeno di massa nelle giovani generazioni, tanto che quasi il 100% dei bambini/ragazzi italiani tra i 4 e i 17 anni utilizza più o meno frequentemente i videogiochi, secondo i dati Italia 2006 del rapporto GfK-Eurisko sull’Industria videoludica. In considerazione del crescere dell’età media dei giocatori, gli editori hanno iniziato a sviluppare videogiochi adatti a questo mercato più maturo. Già dal 2003 sotto l’egida della Commissione Europea, l’industria videoludica ha scelto di dotarsi di un sistema di autoregolamentazione che comporta l’adesione ad una serie di regole di condotta che vanno dalla classificazione del prodotto alla sua promozione e pubblicità, dalla previsione di una procedura di contestazione ad un impianto di sanzioni per i produttori aderenti. Il sistema, denominato PEGI Pan European Game Information – si applica a tutti i videogiochi. Il PEGI prevede prima un’auto-valutazione dell’editore, successivamente il vaglio da parte di un ente amministratore indipendente, il NICAM (Netherlands Institute for the Classification of Audiovisual Media).

Nel caso di controversie, è previsto un ente terzo denominato PEGl Complaints Board (PCB) formato da un gruppo di esperti in protezione dei minori, e il PEGI Advisory Board, composto dai rappresentanti dei governi nazionali. La storia dei videogiochi è costellata di divieti e polemiche. Oltre al caso di Manhunt 2 ci sono quelli di Armageddon, di Mortal Kombat, di Doom (videogioco spara-spara che dopo il Massacro della Columbine High School in America nel 1999 venne visto come ispiratore della strage da alcuni parenti delle vittime), di Grand Theft Auto III e poi del suo sequel di Vice City (anche le prostitute americane si schierarsi contro questo videogioco dove era possibile maltrattarle come del resto qualsiasi altra persona). Infine, tra gli ultimi casi quello di Rule of Rose, dove si vociferava ci fosse di una bambina sepolta viva dalle sue amiche.”

June 22, 2007

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