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Modron Cafè, nuovo blog

natalemodron

Gli argomenti che riguardano sitemi organizzativi e principi di produttività personale sono talmente tanti che assieme ad un amico abbiamo concordato meritassero un blog a parte. E’ cosi nato Modron Cafè, il sito dedicato ai principi dell’organizzazione, della crescita personale, dei sistemi di produttività, controllo e prospettiva. E’ un blog dedicato al miglioramento del proprio stile di vita ma anche un luogo dove discutere di innovazioni tecnologiche che possono DAVVERO impattare sul nostro lifestyle. Dai piccoli suggerimenti per la pulizia di casa e ufficio a grandi sistemi informatici per gestire i clienti, la fatturazione o la logistica di magazzino. Il bimbo è nato oggi, proprio come Isaac Newton. Chissà che la cosa non ci porterà fortuna?

http://modroncafe.wordpress.com/

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Posted: December 25th, 2009
Categories: Organizzazione, Produttività, Self-Help e Motivazione
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GTD Guida passo a passo, parte 2

Ogni singolo oggetto nel contenitore di raccolta a questo punto deve essere eleborato. Piu precisamente bisogna definire se da questo oggetto può scaturire una qualche azione. In alcuni casi non è necessaria alcuna elaborazione, ad esempio un libro che hai trovato sotto la poltrona e che va semplicemente ricollocato nel suo scaffale. E’ importante ripetere che effettuare queste revisioni spesso è fondamentale per la corretta applicazione del metodo. Man mano che effettuerete queste revisioni verrà automatico distribuire ogni oggetto al suo posto, con i giusti promemoria collocati nel giusto spazio (o nel giusto tempo, nel caso di appuntamenti). Effettuare regolarmente le revisioni aiuterà anche a definire obiettivi sempre piu precisi. Potrebbero esserci dati relativi ad attività che non stai svolgendo da diverso tempo. Questo è da interpretarsi come un segnale ben preciso che indica che è il caso di rivedere se il progetto è ancora da considerarsi attivo, se va abbandonato, o se va affrontato da un’angolazione diversa.

Ci sono alcune regole fondamentali che riguardano la gestione degli oggetti accumulati nel contenitore, ma la prima e piu importante è che ognuno di essi va elaborato nell’ordine inverso in cui è stato messo nel raccoglitore, uno alla volta, e soprattutto nessuno di questi deve mai ritornare nel contenitore. Non salti quindi in mente di metterlo in fondo alla pila o di pensare di decidere in un secondo momento cosa farne. Questa è una forma di disciplina che è fondamentale per tenere tutto sotto controllo. Non devono esserci zone grigie nel nostro sistema, attività indistinte o decisioni rimandate a data da destinarsi. Questo non vuol dire che per ogni cosa che finisce nel raccoglitore deve essere registrata un’attività da fare subito. Esiste un altro raccoglitore, nel nostro sistema, che si chiama semplicemente “un giorno/forse”, e che nasce proprio come raccoglitore di cose che vorremmo cominciare a gestire un giorno, ma che al momento proprio non possiamo. E’ un raccogliore magico, un libro dei sogni, che revisoneremo settimana per settimana durante la cosiddetta “revisione settimanale” (nome originale eh?). Soprattutto, è un contenitore dagli spazi ben definiti, che contiene roba della quale non abbiamo ancora deciso quando e se e cosa farne, ma della quale esistenza siamo ben consci. Per essere piu chiari, è il luogo dove fluttua tutto quello riguardo al quale abbiamo deciso attivamente di non prendere decisioni, un concetto molto diverso dall’idea indistinta che aleggia nel cervello.

Contenitore di Raccolta

Contenitore di Raccolta

Chiusa questa parentesi, facciamo un breve riassunto.

Parte 1 – “Collect” ovvero “Raccolta”

abbiamo raccolto idee, ciarpame, appunti, foglietti, note, scarabocchi, in un unico contenitore di raccolta. Abbiamo effettuato un completo “mind sweep”, ovvero abbiamo ripulito la testa di tutte le idee e di tutti gli impegni che gli avevamo sbattuto dentro. Un breve elenco:

  • Progetti (si intendono come progetti tutte le attività “complesse”, cioè che richiedono piu di una azione. Telefonare ad un amico è un’azione, telefonare a tutti i compagni di classe è un progetto)
  • Impegni
  • Comunicazioni (segreteria telefonica, email, lettere, post it ecc.)
  • Riunioni
  • Finanze (estratti conto della banca, scontrini ecc.)
  • Amministrazione
  • Clienti
  • Marketing
  • Sistemi/materiale da ufficio
  • Deleghe
  • Commissioni
  • Sviluppo personale e professionale (questa è molto importante, fate sempre che ci sia almeno una di queste attività nel vostro contenitore)
  • Manutenzione casa, automobile, ufficio (vivere in un ambiente organizzato e salubre è indispensabile)
  • Doveri civici o sociali (donazioni del sangue? Raccolta differenziata? Riunioni di quartiere? Si può anche decidere di non pensarci mai, ma prima o poi arriverà il caso di affrontare l’argomento)

La nostra mente deve essere a questo punto una tabula rasa: siamo pronti alla revisione! Abbiamo deciso che questa revisione andrà fatta possibilmente tutti i giorni, e una volta alla settimana in maniera approfondita. Questa ulteriore revisione settimanale comprenderà l’elaborazione di alcuni extra:

  • Carte e note lasciate in giro per la casa che sono sfuggite alle revisioni giornaliere
  • Rivedere l’agenda/calendario, individuando appuntamenti/attività che dovranno avere un seguito, o magari appuntamenti saltati che necessitano di venire “rischedulati”.
  • Svuotare la testa, ancora!
  • Rivedere l’agenda/calendario, individuando appuntamenti futuri, cosi da avere un’idea chiara di quel che succederà nelle prossime settimane
  • Progetti – ricontrolliamo un po’ quelli che sono attivi, o quelli che sono fermi da un po’, e valutiamo il perchè – nel mio caso oltre le liste dei progetti controllo anche le cartelline che contengono il materiale dei progetti attivi, una per una (in gergo ” pending and support files”
  • Liste di cose “in attesa” – per ora pensatela un po’ come la lista dei prestiti – quante volte vi siete dimenticati di aver prestato un cd a un amico?
  • Liste di cose “da fare” – nel caso vi sia sfuggito qualcosa – queste liste sono il nodo nevralgico del sistema, ci torneremo sopra a breve
  • Liste di cose “un giorno/forse” – fa sempre bene avere dei progetti a breve termine – alcuni di questi potrebbero essere stati accantonati solo temporaneamente, per mancanza di tempo.
  • Checklist, ovvero le liste i cui elementi sono da “barrare” – esempio tipico di checklist sono il contenuto della borsa da viaggio, la borsa della palestra, la lista della spesa

Una cosa molto importante è identificare a priori i contenitori di raccolta: è importante che non ve ne dimentichiate qualcuno quando siete pronti a elaborare tutto. Scrivete una checklist (vedi sopra) da consultare ogni volta che fate una revisione. SMS, segreteria telefonica, email, taccuini da viaggio, appunti online (ad esempio se usate Evernote, Backpack, Remember the Milk). Quando effettuate la revisione, passateli tutti i rassegna.

Cosa uso io: una scatola da scarpe, un quaderno moleskine, una borsa a tracolla Eastpak, un palmare per gli SMS e i messaggi vocali, MS Outlook per le email e gli RSS, una cartella sul desktop chiamata “Contenitore di Raccolta” in cui confluiscono tutti i file che scarico o che devo collocare in fretta mentre lavoro. Taccuini con penna sparsi per la casa e in ufficio.

Parte 2: “Process” ovvero “Elaborazione”

Partiamo dalla cima, dal primo oggetto del raccoglitore in esame, e decidiamo che cosa è quella roba che ho in mano. Potrebbe essere parte di un progetto, identificare un’azione (il promemoria di una telefonata), una boiata (cestino?), o qualcosa di completamente indefinito. In quest’ultimo caso, è necessario attivare un po’ di neuroni e decidere cose vogliamo farne, se proprio non sapete cosa farne ora, ma non volete gettarla, mettetla nel raccoglitore “un giorno forse”.

La domanda principale da porsi per ogni roba che si trova nel contenitore quindi è: ci posso far qualcosa? Eccoci al primo bivio.

Se la risposta è NO allora avete tre scelte:

  1. Eliminare: nota riguardante un film che hanno dato in TV due giorni fa e che avete già visto? Cestino. Pubblicità di una società di strozzinaggio che stipula mutui a tassi vergognosi trovata sul parabrezza dell’auto? Cestino. Messaggio di spam nella posta elettronica? Cestino. Messaggio in segreteria di un collega che ti ha cercato e ha riappeso subito? Cestino. Foglio di carta sporco senza scritto nulla? Cestino. Cosa uso io: due cestini sotto la scrivania, uno per la carta e uno per tutto il resto. Il cestino di Outlook per le email oppure la combinazione CTRL+DEL per cancellare definitivamente i messaggi senza passare per il cestino. Il tasto DEL del cellulare.
  2. Incubare: Quella roba che avete preso in mano è una pubblicità di un corso per assaggiatori di aceto balsamico. Non hai tempo adesso per pensarci, è possibile che la prima cosa da fare sia una ricerca su internet, o una telefonata, ma per ora non hai voglia di pensarci su, ma neppure voglio buttare la brochure nel cestino. Ecco che entra in gioco il libro dei sogni, la lista “un giorno/forse”. Questo contenitore ha la splendida caratteristica di essere universale. Potete metterci di tutto. Non è necessario identificare nulla se non che vi piacerebbe farci qualcosa un giorno. Non abusatene, però. Il vostro tempo non è infinito. Incubate anche oggetti che sono “in attesa”, ad esempio una lista di film da guardare o libri che avete dato in prestito. Cosa uso io: piu cartelline azzurre della Esselte. L’azzurro è il colore della speranza quindi mi è sembrato ovvio sceglierlo per contenere le liste “un giorno/forse”. Ne tengo una per i film da guardare, per i gruppi da ascoltare, per i ristoranti da provare, per progetti che al momento non ho voglia ne’ tempo di affrontare, Ho anche delle cartelline verdi, dove tengo le liste delle cose che ho prestato ad amici, o per progetti che sono in attesa da tempo (nel mio caso il cambio di contratto dell’ADSL che Telecom tarda a sbloccare).
  3. Archiviare: una rivista che avete già letta e che volete tenere, la busta paga, una radiografia. Nessuno vuole buttarle via, ma lasciarle in giro per casa crea soltanto ulteriore confusione. Archiviate tutto con intelligenza. Seguendo la massima “ogni cosa al suo posto, in ogni posto la sua cosa”, dovreste essere rapidamente in grado di archiviare tutto. Ovviamente sarebbe preferibile usare uno scanner e trasformare tutto il possibile in digitale. Se siete onesti con voi stessi, vi stupirete di quante poche cose è necessario tenere. con ogni probabilità starebbe tutto in un cassetto. Recensirò in futuro alcune soluzioni di scansione (volgarmente chiamate “software documentali”). Quando archiviate la “roba”, soprattutto in formato elettronico, e soprattutto se decidete di scandire ogni singolo documento che avete a casa (ripeto, considerate la possibilità – non ci sono davvero motivi per non farlo se avete già uno scanner – ci sono dozzine di ottimi software di scansione, archiviazione e conversione in PDF) fate sempre dei backup. Usate Genie o Arcserve o il sofwtare gratuito che vi forniscono con il disco fisso esterno, ma fate sempre TANTI backup. Cosa uso io: un disco esterno MyBood della Western Digital da 2 Tb in cui Genie effettua regolarmente i backup giornalieri e settimanali di tutta la posta e dei documenti piu importanti. Ogni mese salvo tutta la posta elettronica e il materiale dei progetti finiti su DVD. Ho anche due ripiani su uno scaffale dove tengo diverse cartelline di plastica con tutti i documenti di casa. Se usate un archivio in soffitta o in cantina, proteggete la carta con delle buste di plastica o ancor meglio con degli “storage box”, scatoloni di plastica ermetici che vanno tanto di moda in USA (qui in Italia preferiamo usare dei pericolosissimi cartoni – ottima ricetta per un potenziale disastro. NOTA: la regola sul materiale archiviato è chiara: FUORI DALLA VISTA. Non dovete vederlo, deve essere invisibile. Sulla vostra scrivania, davanti ai vostri occhi, deve esserci solo quello che vi serve.

Se la risposta è SI allora dovete chiarire nella vostra mente come sarebbe il vostro mondo se questa cosa fosse già stata fatta. Ora pensate: se questa fosse l’unica attività della giornata, cosa fareste per prima cosa, per mettere questo progetto in moto? Se le azioni da svolgere sono più d’una, allora si tratta di un progetto. A questo punto avete tre scelte

  • Fare: regolina d’oro. Se richiede meno di due minuti, fatelo subito. Senza indugi. E’ forse la regola piu immediata e efficace di tutto il sistema.
  • Delegare: quando possibile, fatelo. Non mettetvi ad aggiustare l’impianto elettrico di casa se non avete tempo, fatelo fare ad un professionista.
  • Pianificare: questo è un punto delicato e molto importante del processo. Pianificare e organizzare bene i promemoria è di fondamentale importanza. dovete sostanzialmente tenere tre tipi di promemoria (questa è una suddivisione personale, potrebbero esserci casi diversi per ognuno di voi).
  1. Calendario: mettete nel calendario solo gli appuntamenti inderogabili. Film in TV o appuntamenti con clienti o amici ma mai azioni che vorreste fare assolutamente quel giorno, ma che potreste anche essere in grado di fare un altro giorno. Mi spiego meglio: se volete riassettare casa, segnatelo nella vostra lista delle azioni, NON nel caledario. Se non lo fate quel giorno, sarà sempre possibile farlo il giorno dopo. E’ importante imparare a usare un calendario nel modo corretto. Usatelo per segnare la scadenza dell’assicurazione, non per segnareil giorno in cui volete andarla a pagare. Per far questo mettetevi un promemoria nella lista “un giorno/forse” che settimanalmente andare a consultare, e un paio di settimane prima iseritelo nella lista delle cose da fare. Semplice no? Cosa uso io: Outlook 2007 + Google Calendar Sync per tenere sincronizzati gli appuntamenti di casa con quelli dell’ufficio – purtroppo Google Calendar non registra la categorie (i “colori”) per cui a volte è necessario un po’ di lavoro, ma il sistema funziona benino. Ovviamente il calendario è sincornizzato anche sul mio palmare (HTC Diamond Touch).
  2. Progetti: quando cominciai a implementare il GTD non tenevo una lista progetti, e fu un errore madornale. Tutto quello che richiede piu di una azione è un progetto. Segnatevi una lista che andrete a revisionare ogni settimana. Per ognuno di questi progetti, deve essereci almeno una azione nella lista delle cose da fare. Cosa uso io: Remember the Milk – ho creato alcune schede per tenere organizzati i progetti, una scheda Ufficio, una scheda Casa, una scheda Un Giorno/Forse. A volte uso anche App for the Milk per tenere la lista dei progetti sul Desktop, ma il software è ancora molto immaturo. Ho anche diverse cartelline Esselte nelle quali tengo il materiale di supporto per i vari progetti, di colore giallo, e una cartella sul Desktop che si chiama “Progetti” (una delle due cartelle che ho sul desktop, l’altra e “Contenitore di Raccolta”. Se pensate che ne servano altre oltre a queste due, fatemelo sapere.

    Supporto ai Progetti

    Supporto ai Progetti

  3. Liste di “cose da fare”: Il pezzo grosso del sistema. Le cose da fare devono essere chiaramente identificate da un’azione fisica. “Telefonare a X”, “Ricercare Y su Internet”, “Scrivere l’articolo sul blog”, “andare in posta per pagare la multa”. Una sola azione chiara e distinta. Non scrivere mai cose tipo “mamma”, o “INPS” bensì “chiamare mamma per ricordargli della scadenza del canone”, chiaro? Altro concetto fondamentale: vi renderete conto che la lista di cose da fare è enorme. Probabilmente le cose da fare sono centinaia, e molte di queste possono essere fatte nel luogo in cui siete. Alcune di queste però devono essere fatte in un altro luogo, ad esempio in ufficio e la revisione la state facendo a casa. Entrano cosi in gioco i “contesti”. Dividete le cose da fare in contesti precisi. Casa, ufficio, commissioni, computer, palestra ecc. In questo modo l’attenzione sarà focalizzata solo sulle cose che potete fare in quel contesto preciso. Un metodo molto comune per gestire le cose da fare è un quaderno o un taccuino Moleskine con tanti talloncini con sopra scritti i contesti. Un metodo veloce e funzionale che ho usato per mesi. Piu avanti vi farò vedere come ho customizzato un quaderno Moleskine per contenere le azioni e i progetti. Chi ha un Mac può usare Things, chi ha una connessione a Internet mobile flat può usare Nozbe (purtroppo troppo caro), chi gira con un piccolo portatile può trovare comodo MiniTask. Avete presente la lista della spesa? Altri non è che una lsita di cose da fare con contesto “supermercato”. Cosa uso io: Tudumo. Uno dei pochi programmi che ho comprato con grande piacere. Permette di gestire in maniera eccellente liste enormi filtrabile in contesti e progetti, ed è potente e flessibile e bello da vedere. Purtroppo non ha una funzione di sincronia online ne’ una versione mobile. Quando sono in giro, stampo la lista delle cose da fare nel contesto “commissioni” e me la porto dietro.

Quello che abbiamo visto è, in breve, tutto il sistema GTD. Piu precisamente è l’insieme di meccaniche che lo fanno funzionare nel quotidiano, ma è solo uno degli aspetti che lo compongono. Chi si è fermato qui, tipicamente ha snobbato il sistema come un insieme di assurdità “alla Americana”. Per trarre dal sistema tutta la sua forza, però, è necessario studiare nel dettaglio anche i principi che, giorno per giorno, mese per mese, ci dovranno guidare nel decidere cosa mettere nel contenitore di raccolta e nelle nostre liste.

Sarà evidente a questo punto che questa “macchina” è assolutamente versatile. Potete utilizzarla anche per gestire un problema complesso, o piu semplicamente per riorganizzare un ufficio. Date un occhio qui:

Sembra facile, e fondamentalmente, lo è. E’ necessario però collaudare il GTD per mesi prima di rendersi conto di quali strumenti siano i piu adatti al proprio stile di vita. Avere un contenitore di raccolta mbile (carta e penna) sempre in tasca però, è forse il primo dei passi per d0minare questo sistema.

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Posted: December 9th, 2009
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GTD Guida passo a passo parte 1

In cosa consiste allora esattamente il metodo GTD?

Fondamentalmente si tratta di un sistema di abitudini che, una volta adottate, permetterano di gestire i carichi di lavoro della giornata senza stress, mantenendo alte concentrazione, creatività e rilassatezza nei momenti dove queste sono richieste. Tutti, in particolare i creativi che credono che vivere nel caos sia la bandiera del loro pensiero artistico e impossibile da imbrigialre, possono godere di questo stile di vita. Il GTD permetterà di essere produttivo nel lavoro, ma permetterà anche di rilassarsi la sera davanti alla televisione, o assieme alla famiglia.Allen afferma che ci vogliono 2 anni per prenderne pienamente possesso. All’inizio credevo fosse una sparata. Con il passare dei mesi mi sono reso conto di quanto questa stima sia realistica. All’inizio pensi che si tratti solo di ordinare un sistema di pratiche che conosci già. Alla fine il GTD si basa sul concetto di tenere delle liste, dei promemoria e un buon archivio. Cose che tutti noi abbiamo già. Eppure c’è molto piu di questo, e strada facendo le cose salteranno fuori con chiarezza.

Fondamentalmente il GTD si basa sul concetto che ogni “cosa” che attrae la nostra attenzione, e che in in qualche momento del nostro futuro dovrà o portrà essere affrontata (in inglese “actinable”) , deve risiedere all’esterno della nostra mente, in un sistema sicuro ed affidabile. Non nel nostro cervello. A seconda di quanto lo vorremo implementare, ci permetterà di lavorare in maniera quasi automatica, permettendoci di esplorare con tutta libertà gli orizzonti della nostra fantasia. Un modo splendido per “lavorare” senza sentirne il peso. Possiamo paragonarlo a un servo che gestisce il lavoro per noi. Lasciamo che sia lui a spaccare la legna per il fuoco e a preparare da mangiare, mentre noi ci dedichiamo al lavoro vero e proprio, alle nostre priorità, ai nostri hobby. Io credo che gran parte della fatica derivata dal lavoro della giornata sia generata dalla fatica di superare gli attriti che creiamo, piu che dal semplice lavoro in se. Il sistema al quale affidiamo i nostri pensieri deve essere quindi davvero affidabile perchè se cosi non fosse, il nostro cervello continuerebbe a ricordarcene, occupando risorse di memoria che sarebbero meglio utilizzate per fare le cose, non per ricordarle.

Val le pena di dirlo una volta per tutte: non c’è nulla di trascendentale in questo metodo. Tutti noi, ogni giorno, applichiamo in maniera non strutturata elementi di questo metodo. Ad esempio quando facciamo la lista della spesa. Eppure è il modo in cui tutto combacia senza attriti che rende questo sistema cosi potente. Nessuna agenda miracolosa, nessun libro di time management della Harvard, nessun assurdo software da centinaia di euro. Si può implementare tutto a costo zero.

Nel lato pratico, Allen parte dal concetto fondamentale che è necessario usare tante liste, anche se deve essere chiaro da subito che queste non sono che una parte del sistema stesso – attenzione perchè questo è il tipico errore in cui cadono in tanti, leggendo le critiche bibliografiche di coloro che dal libro non hanno tratto giovamento. Tutti possono concordare credo, sul fatto che trascrivere una lista di cose da fare nella giornata in momenti specifici (il mattino o la sera prima di andare a dormire) sia un enorme aiuto per affrontare la giornata con maggiore controllo e parizale relax. Per lo almeno, aiuta. La prima di queste liste che affronteremo è la “mega lista” (mi sono permesso di inventare questo termine) di TUTTE le cose da fare. Potremmo chiamarla anche proto-lista perchè da questa ne scaturiranno tante altre. La proto-mega-lista andrà nel famigerato “Contenitore di Raccolta”.

Il contenitore di raccolta

vecchia agenda, archivio, un giorno/forse e contenitori di raccolta

vecchia agenda, archivio, un giorno/forse e contenitori di raccolta

Partiamo da questo primo concetto: fate una lista delle cose da fare, TUTTO quello che avete in mente oggi. Metteteci tutto, cose che forse farete tra un anno o piu, cose che dovete fare tra mezz’ora, cose che rimandate da mesi. Spremete bene tutto fuori dal cranio, anche riordinare il sottoscala, pulire sotto i divani, affittare quel film in videoteca o restituire quel libro al vostro amico Caio. Tecnicamente, piu avanti, alcune di queste cose saranno da considerare progetti, alcune semplici azioni, ma per ora potete mettere tutto assieme*. E’ importante che ogni punto di questa lista sia composto da una singola “cosa” che al momento cattura la vostra attenzione. Un modo divertente per essere sicuro di scrivere tutto quel che serve è chiedersi se una volta realizzate o occupatisi di tutte le cose che appaiono nella lista che hai sotto mano, potresti dire “non ho piu nulla da fare o da desiderare” (tecnicamente questo “nirvana” o “ein sof” – pressochè irragiungibile – è chiamato “inbox zero”). Ripeto: nella mega-lista deve comparire tutto quello che si ha in mente, è importante che al termine di questo la mente sia completamente sgombra.E’ molto probabile che facendo questo esercizio saltino fuori cose alle quali non pensate da mesi. Questo è dovuto al fatto che ci sono angoli remoti della mente che hanno coservato quella roba per tutto questo tempo. E’ quello che vogliamo evitare. La mente si deve occupare di creare, di generare idee, di godere l’attimo che fugge. Non deve fare da magazzino. Pensate che ci sia un genio che si occuperà di risolvere tutte le cose incomplete della vostra vita. Fate finta di scrivere una lettera per lui. Fategli fare tutto quello che dovete fare.

Fatto?

Guardiamola. La lista per ora sarà, diciamo, piuttosto informe. Un ammasso limaccioso e caotico di cose ipotetiche, lavoretti di routine, pensieri abbozzati. Anche se averla scritta potrebbe aver già avuto un primo effetto benefico, dovrete ammettere che questa lista, cosi com’è, serve a poco o a nulla. Forse una parte potrebbe essere già utile, ma il resto sarà assolutamente difficile da gestire. Le famose note che vengono rimandate giorno dopo giorno nellagenda, senza venire mai evase, fino a che non vengono cancellate. Potrebbero esserci degli appuntamenti in mezzo. O reminder che vi serviranno solo quando sarete in un luogo specifico (dal meccanico, in ufficio, in palestra). Con ogni probabilità sarà anche incompleta. Continuiamo allora questo processo e raccogliamo anche foglietti di carta, note, appunti, messaggi nella segreteria telefonica del cellulare, email. In questo modo stiamo convogliando tutto il materiale potenziale in quelli che si chiamano “contenitori di raccolta“. Questa revisione è una pratica che dovrete abituarvi a fare spesso. Ovviamente le prossime volte non srà cosi drastica, ma la revisione è fondamentale. Se non la fai regolarmente, la mente non si fiderà piu del sistema, e tutto il sistema cadrà. Per quanto leggiate in giro che esistono versioni “light” del GTD nelle quali vengono inmplementate solo alcuni concetti, vi ssicuro che non può essere vero. Il GTD funziona solo se fate tutto quel che c’è da fare. E il risultato finale sarà ben al di sopra della somma delle parti. Fatela, la revisione. Tutti i giorni o quasi, E almeno una volta alla settimana in maniera profonda e completa. Mente sgombra, sempre! Tutto quello che dovete fare, nella vostra vita, dovrà risiedere solo in due posti: organizzato in promemoria specifici (ci arriveremo), oppure in questi raccoglitori, pronti a venire filtrati ed organizzati in maniera semplice e intuitiva, senza sforzo (ricorreremo alla massima “ogni cosa al suo posto, ogni posto la sua cosa”).

Sia chiaro: sembrerà ad alcuni che questo metodo è qualcosa di assurdo, gelido e informale. Che distrugga la creatività, la spontaneità. Balle. E’ vero il contrario, ed alla fine del “mini-corso”, sono sicuro che molti converranno con me. Molti dicono “ho il mio metodo”. Però sono sempre incasinati, sommersi dal lavoro, perennemente in emergenza, iperattivi per tutto il giorno fino a quando la sera non crollano come dei sacchi di m*da sulla loro poltrona a guardare le trasmissioni sui pacchi, o si attaccano a qualche giochino “mindless” alla Plasytation 3. Ovviamente chiedendosi come mai la vita non gli ha dato le stesse opportunità che ha dato agli altri. Il metodo, nonce l’hanno. O meglio hanno un metodo che non funziona. Se non si accorgono dei loro limiti, allora non c’è problema. Se non riconosci il problema, probabilmente non potrai mai risolverlo.

Tornando a noi. Cosi avete raccolto tutto. Idee, note, appunti, depliant, biglietti da visita, brochure, la nostra megalista e li avete sbattuti in un cesto. Questo è il nostro contenitore di raccolta numero 1. Poi ci sarà la casella di posta in arrivo del vostro client di posta (io uso ancora Outlook 2007), la cartella del PC con la roba che scaricate da internet (consiglio vivamente di tenere una sola cartella con tutto lo scaricato, configurando i programmi man mano che li installate perchè tutto confluisca li: uTorrent, eMule, il browser – Firefox, IE, Safari, Chrome, quel che volete). Io come contenitore di raccolta primario uso una semplice scatola da scarpe. Molti usano vaschette portadocumenti, ma sono difficili da gestire quando si mettono dentro cose voluminose (torce elettriche per ricordarsi di comprare le batterie, per esempio, o il router dell’amico che ti ha chiesto di configurarglielo). Se le cose sono molto grosse, la cosa corretta sarebbe fare un foglietto con scritto “aggiustare lavatrice”. Non provate a farla stare dentro alla scatola da scarpe, per quanto siate forti è difficile che ci riuscirete. In questi casi per aumentare l’efficienza, potrebbe essere necessario barare un po’. Sbattendo la torcia elettrica nella scatola da scarpe, la mia mente non ci penserà piu fino a quando non sarò in ferramenta ed estrarro il mio bel promemoria.

Contenitore di raccolta mobile

Contenitore di raccolta mobile

Un ultima nota sui contenitori di raccolta: tenetene sempre uno “temporaneo” a portata di mano. Io uso dei quadernini Moleskine che sono bellissimi da vedere, ma qualsiasi metodo di cattura per idee e promemoria va bene. Ho una borsa Eastpak con dentro una cartellina rigida di pelle per tenere i documenti. Durante il giorno, quando son in giro, quello è il mio contenitore di raccolta. Come reminder, un mio amico invia a se stesso gli SMS. Mia madre attacca fogli di recupero con il nastro adesivo sul bancone del negozio. Alcuni attaccano i post it sul monitor (magari sullo schermo stesso…). In USA va di moda usare lo “hipster PDA” che consiste in una banale molletta che tiene ferma un blocchetto di biglietti da visita dal retro bianco o dei cartoncini. Io a breve vorrei comprare anche un dittafono (registratorino portatile), per prendere appunti in macchina, in particolare nei viaggi molto lunghi, quando mi vengono in mente recensioni, idee per i blog, concetti complessi che non posso scrivere al volante. C’è chi trova comodo il blocco note del palmare (io no). Anche questo è un sistema ottimo. Ma in conclusione non è importante il mezzo, ma che abbiate qualcosa per svuotare la testa appena questa raccoglie informazioni che necessitano di un seguito. Anche se sembra assurdo, oltre alla Moleskine, ho posizionato bloc notes anche in bagno sul termosifone, nell’auto, sul comodino di fianco al letto e in cucina. Per una persona dai pensieri in continua evoluzione come me, conosciuto per saltare sempre di “palo in frasca”, con un deficit di attenzione da Guinness dei primati (controbilanciato dal gravissimo senso di responsabilità e dal terrore di dimenticare le cose), questa prima abitudine è stata di fondamentale importanza. Da quando adotto questo sistema, sono sicuro che non dimenticherò mai piu nulla. Pare poco eh?

Note

Quella dei progetti (attività che richiedono piu azioni) e delle azioni “indipendenti”, per i curiosi, è una prima distinzione che viene fatta da Allen per identificare azioni che possono venire svolte in un colpo solo, da quelle che richiedono piu “step”. Lavare l’auto, anche se sembra un’azione, potrebbe essere un progetto, mentre chiamare un amico un’azione. A livello temporale le cose potrebbero richiedere lo stesso tempo, eppure dobbiamo affrontare subito questo primo scoglio, che consiste nel dividere le cose da fare in unità logiche. Piu avanti proverò ad illustrare come svuotare il raccoglitore, e come generare le liste.

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Posted: December 4th, 2009
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GTD Introduzione

Ormai da oltre un anno ho adottato una nuova metodologia di lavoro, un sistema ordinato di pratiche che aiutano a districarsi negli impegni quotidiani e a visualizzare meglio i propri obiettivi e progetti.

Non si tratta di un corso motivazionale tipo quelli dove corri sui carboni ardenti, o meeting New Age che costano migliaia di euro, ma di un semplice libro. Scritto da un guru della produttività Americano chiamato David Allen, il libercolo mette a disposizione una serie di pratiche che possono essere implementate come meglio si vuole, con costi ridotti al minimo. Tecnicamente, si può implementare il sistema a costo ZERO. Il mio contenitore di raccolta per esempio, è una scatola da scarpe, e tutto il resto degli attrezzi necessari al set up tipicamente risiede già in casa di chiunque. Il libro, un paperback dal costo inferiore ai dieci euro che da nome al metodo, si chiama “Getting Things Done” (GTD) – che, tradotto non “alla mentecatta” dovrebbe essere qualcosa come “Portare a Termine le Cose”. In Italia lo si trova invece con lo spettacolare titolo di “Detto Fatto! L’arte dell’Efficienza”. Il libro ha una distribuzione discutibile nelle librerie (d’altronde già occupate da miserrime pile di scarsissimi libri fantasy scritti da adolescenti e sedicenti scrittrici incapaci), per cui l’ho dovuto comprare tramite IBS. Se proprio volete sapere di che si tratta senza spendere nulla, ho visto che sul mulo circola anche il PDF (anche in Italiano).

Parlare di questo metodo per me è cosa difficile e delicata. Innanzitutto non credo che seguire questo sistema di gestione del tempo e degli impegni possa dare gli stessi risultati a tutti. Potenzialmente tutti potrebbero goderne (a livelli differenti), ma come per tutti i sistemi di produttività, è efficace realmente solo su persone che vogliono davvero un miglioramento nella propria vita, che sono mentalmente aperte alla possibilità di lavorare usando degli schemi precisi dettati dal buonsenso, anziché affidarsi all’ispirazione del momento come fanno gli “artisti”. Adottare questo metodo è faticoso all’inizio, e non privo di tranelli che posso complicare le cose, ma in ultima analisi fornisce maggiore concentrazione sulle cose importanti e aumenta creatività e libertà di pensiero – strano eh?

Sia le menti “scientifiche” che quelle “letterarie” (orribile divisione che ODIO comunemente accettata dalla società moderna) possono goderne, eppure ci sono categorie specifiche di persone che semplicemente troveranno la luce leggendo questi consigli. Io sono stato uno di questi. Per quanto il metodo richieda 1-2 anni di sviluppo e analisi per potersene appropriare al 100%, i primi risultati sono immediati – ogni pagina è un “aaah” o un “ooh”. Mi sono slogato il collo a forza di annuire mentre lo leggevo. E’ troppo tempo che non faccio headbanging davanti al palco di un gruppo grind.

Un piccolo aneddoto: quando non ero neppure adolescente comprai un libro di Dianetics. A dire il vero, non l’ho mai letto oltre le prime dieci pagine (ne credo lo farò mai). Il mio medico quando lo vide sui miei scaffali trasalì come se fosse la copia originale del Necronomicon (piu avanti capii il perchè visto che i Dianetici negano l’efficacia della medicina moderna). In realtà l’avevo comprato solo perchè al tempo Hubbard scriveva libri di fantascienza, tra i quali un fantomatico Kingslayer che non ebbi mai modo di leggere, ma mi colpì perchè il titolo conteneva la parola “Slayer”, come il gruppo. E’ difficile far capire a chi ha conosciuto il metal nell’era digitale quanto la musica alternativa (al pop) fosse non-esistente nella vita di tutti i giorni. Sono trasalito quando ho sentito un pezzo dei Metallica come sottofondo a uno spot nei primi ’90. Sono trasalito persino quando ho visto la prima VHS, visto che i metallica stessi avevano affermato che non avrebbero MAI fatto un videclip. Insomma dire che fosse un genere di nicchia è incredibilmente riduttivo, non si può neppure spiegare. Quando ero ancor piu piccolo di allora, e parlo di 8-9 anni, credevo che Bennato cantasse

Mi ricordo che anni fa
di sfuggita dentro un bar
ho sentito i JUDAS che suonavan…

Credo di aver detto tutto.

Comunque il libro finì nello scaffale finchè qualche settimana fa, spolverando i libri mi sono ritrovato davanti a questa boiata di libro. In copertina c’era la promessa di poter migliorare la propria vita. Cazzo, già al tempo ero confuso di brutto. Ma il punto è che dentro a quel libro trovai una lunga lista di cose da fare spiegazzata a mo’ di segnalibro. Una primitiva checklist con appuntamenti, cose da fare subito o in un ipotetico futuro, appunti, progetti ec-. C’era un embrione di quello che il GTD poi mi ha portato a definire con una tecnica ben precisa, incredibile! Questo per dire solo che certe persone ci sono nate con la necessità di ordinare e organizzare le proprie idee.

Come già detto sono un collezionista folle, un catalogatore, appassionato di dozzine di “cose” e i miei pensieri fluttuano costantemente da un contesto ad un altro. Fagocito in continuazione nozioni e informazioni da quando ho imparato a leggere. Aver trovato un metodo che mi consentisse di tenere tutto sotto controllo questa ciclopica mole di dati ingestibile è stato fondamentale, credo anche sia stato salutare dal punto di vista mentale. La mia mente è sempre vissuta nel caos,  ma non posso dire che mi ci trovassi a mio agio.

Nel prossimo post spiegherò a grandi linee di cosa si tratta nel dettaglio questo GTD, e di come io lo abbia dapprima implementato, e successivamente modificato fino alla configurazione attuale. Probabilmente partirò dalla mia prima configurazione, e dagli errori che avevo commesso.

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Posted: November 5th, 2009
Categories: Organizzazione, Produttività
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Tabula Rasa

Sono sempre stato un fan dei nuovi inizi. Una delle mie frasi preferite è sempre stata

“oggi è il primo giorno del resto della mia vita”

una di quelle cazzate mantra che si sentono anche nei film, tra cui il bellissimo Clerks 2. Regolarmente sento il bisogno di ricominicare, ri-riorganizzare, di riassettare. Quello che la Morgenstern chiama “Order from Chaos” – una sindrome costituita da piccole manie che ti conducono a vivere nel disordine per il piacere di vederlo ricostruito. Ci cado dentro di brutto, in questa categoria. Sono un collezionista di mille collezioni – amo catalogare e vedere insiemi sparsi prendere forma. Il mio passatempo preferito attuale è prendere vecchi moduli di giochi di ruolo e rivisitarli, correggendoli e aggiornandoli alle nuove edizioni.
Questo piccolo quirk psicologico porta in se un carico potenziale disastroso. Uno dei miei piu grandi difetti è che quando voglio ricominicare devo farlo su una tavola completamente spianata – dev’essere assoluatmente tutto resettato, comprese le compagnie: non è stato raro che mi allontanassi dagi amici in certi periodi in cui il Caos stava prendendo il sopravvento. Credo che questa scena sia familiare a tutti: gente che scompare di casa, amici che scompaiono di punto in bianco. Beh, questo è il motivo per cui IO tendo a muovermi in quella direzione.
Pensandoci a modo, è un grandissimo segno di debolezza che una persona che si mette in un prospetto di miglioramento personale non può accettare. Non puoi isolarti per rimettere ordine ogni volta, la vita va mantenuta in ordine con costanza, tramite una serie di buone abitudini, di un lifestyle piu produttivo e soddisfacente. Dev’essere un lavoro legato all’interdipendenza.

Attraverso una serie di piccoli accorgimenti, sono riuscito nell’ultimo anno e mezzo, a raggiungere non solo un equilibrio soddisfacente, ma una serie di risultati che non sarei mai stato in grado di raggiungere senza un cambio radicale di “Paradigmi” (per citare Covey). Vorrei pubblicare su questo blog le mie esperienze nel campo della produttività e della crescita personale. Una carrellata di articoli sulle principali scuole di pensiero, i libri piu fondamentali, i trucchi del mestiere e in genere i trabocchetti e i pericoli che questa nuova prospettiva comporta. C’è un grande mercato nel mondo del lifestyle, pieno di opportunisti come il life coach rappresentato in Donnie Darko da Patrick Swayze, di gente che si arricchisce in maniera disgustosa proponendosi come santoni. E’ un mondo di slogan, di gente di plastica, di falsi sorrisi di circostanza. Ma è anche un mondo di grandi riflessioni e importanti decisioni di maturità. Io ne sono riuscito a trarre qualcosa, spero di sentire anche altre voci in proposito.

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