Back in shape

Lunedi 6 Settembre ho ricominciato con l’allenamento. Forse “ricondizionamento” sarebbe un termine piu appropriato. Avevo interrotto a dicembre 2009 ogni forma di attività sportiva o buonsenso sull’alimentazione. Non è che mi sia dato completamente e volontariamente all’autodistruzione, ma nel mio caso il non pormi limiti non ha avuto un significato molto diverso. Dopo un anno e passa di allenamento 5/7 con carichi pesanti e pugilato, passare al nulla assoluto è stato un piccolo disastro. Una serie infinita di dolori articolari e contrazioni muscolari sono emerse portandomi ad uno stato di salute molto vicino a quello che era quando sono stato al limite negativo della mia forma fisica nei primi anni del 2000. Forse avevo meno fiato, meno forza, ma almeno non avevo questi dolori continui alle braccia, alle ginocchia, alla schiena. Pare assurdo ma il motivo principale di questa pausa interminabile è stato un trasloco. Non entrerò nei dettagli ma il cambiare casa è stato devastante. Le tempistiche si sono dilazionate all’infinito e l’entropia ha fatto il resto. Il risultato finale si è rivelato una catastrofe per il mio corpo.

Non parlerò di peso, per ora. Basti dire per ora che i problemi di un fisico indebolito e spaventosamente sovrappeso sono tanti, talmente tanti e continui che ci non c’è passato non può davvero capire in che condizioni si viva. Difficoltà a dormire, respiro sempre corto, difficoltà a fare le cose piu banali come tirare fuori una penola da uno sportello a terra o allacciarsi le scarpe. E non parliamo dei copritavoletta che si spezzano di continuo. E il sonno, una sonnolenza e una mancanza di motivazione che accompagna ogni momento della giornata.

Intendiamoci. Non esistono “diete”. Le diete non fanno dimagrire. Non esistono neppure allenamenti per nenersi in forma. Non ci sono mezze misure. Quando arrivi a certi livelli, o tiri fuori le budella e sputi sangue, o rimani un ammasso di merda. La lotta per riprendere il controllo del proprio corpo è impossibile da affrontare se non si cambia radicalmente stile di vita, se non ci si butta anima e corpo in una missione epica. Il cervello, il sistema di ragionamento, la visione della vita stessa devono cambiare, o non c’è via di scampo da un corpo che non è piu il tuo. Nel mio caso non è stata la prima volta che tento di cambiare stile di vita, ma posso dire senza timori che ogni volta che ci ho provato, è sempre funzionato tutto abbastanza bene, finchè è durato. Il mio corpo è reattivo, e generalmente i progressi sono costanti e vistosi già dalle prime settimane. Quando entri nel giusto giro, sentirsi puliti, sani, forti diventa carburante per proseguire con l’allenamento e con la riacqusizione del controllo della vita stessa.

Nel mio caso la premessa iniziale, nel Maggio 2008 quando cominciò il mio iter di rinascita, era solo di perdere peso. Volevo fare un po’ di ginnastica a corpo libero, stretching, un po’ di cardio a battito controllato. Poi però l’allenatore mi consiglio di prendere in mano qualche pesetto. Dopo qualche settimana, è successo che i pesi che usavo per allenarmi si sono alzati, tutto d’un colpo. Piu che raddoppiati in neppure un mese. Qualcosa scattò. Non sono mai stato un tipo da mezze misure: andare in palestra per fare sempre gli stessi carichi, senza obiettivi, solo per far passare il tempo, non è proprio cosa per me. Mi annoio se non c’è qualche sfida da affrontare. Dopo due mesi, forse tre di allenamento, stavo già da dio. L’ernia al disco che mandava scariche elettriche su tutto il corpo alla minima torsione del bacino improvisamente aveva smesso di pulsare. Sono bastati pochi mesi di traning fatto bene per trovare una dimensione, una luce, che avevo dimenticato. Non dico che tutti quelli che hanno ernie al disco possono curarsi facendo stacco da terra, ma nel mio caso, seppur assurdo, è stato proprio cosi. E’ bastato allenare i muscoli della cintura, rinforzare la schiena, sistemare la lordosi (ciè la colonna vertebrale si era “raddrizzata” a causa della pancia  perdendo la sua naturale curvatura che permette di distribuire il peso del corpo nei punti giusti) e non ho mai piu avuto problemi di schiena, anche sotto 200 Kg di stacco. Da qui, il passo è stato breve: ho deciso di trasformare le giornate passate in palestra in un vero a proprio allenamento. Contando su alcuni siti Internet e leggendo con cura forum di gente davvero competente in materia, sono riuscito ad avvicinarmi ad una disciplina sportiva che seguivo già da metà degli anni ’90, quando ero nel pieno della forma fisica, il Powerlifting. Si tratta di una disiplina sportiva dove sollevi il massimo del carico possibile in stacco da terra, panca piana e squat. Ormai quasi tutte le gare si fanno con attrezzature specifiche, come maglie elastiche e corpetti, ma essendo io un novellino assoluto, per ora decido di non curarmene. Compro una buona cintura (comunque con l’ernia non si scherza) e comincio con l’allenamento, imparo a usare la presa inversa sul bilancere, disimparo a fare la panca piana da “culturismo” e imparo l’assetto da powerlifting con il tradizionale archetto. Finisco i mesi che avevo pagato in una palestra di Modena spaventosamente sotto-attrezzata, e comincio alcuni bellissimi mesi a Reggio Emilia, con uno dei trainer di Powerlifting piu competenti d’Italia, un campione Internazionale di stacco da terra, e Mr. Universo negli anni 80. Ci si allena pesante, e due volte mi infortuno di brutto, anche se nulla di irreparabile. Conoscere un buon osteopata è stato fondamentale per poter proseguire con gli allenamenti nonostante gravi contrazioni muscolari e problemi alla schiena. Ogni settimana porta un “aha” quando capisco finalmente come si fanno certe alzate, come lo squat. Ancora oggi, sono sicuro che ci sono mille segreti da scoprire in una disciplina apparentemente semplice come questa. Comincio a intervallare l’allenamento con qualcosa di fortemente aerobico, e inizio l’allenamento di pugilato. Non ho fiato, quello scattano come grilli, ma l’amore è immediato. La boxe è sicuramente il piu bello sport che abbia mai praticato. Sono vecchio e grasso per fare pugilato, ma quando finisco l’allenamento, mi sento da dio. Pian piano mi sciolgo, comincio a correre sul serio, e finalmente i pugni iniziano a rimbombare per bene sul sacco.

Andare a Reggio Emilia 5 volte alla settimana però alla fine è diventato un po’ scomodo, anche se lo facevo volentieri, soprattutto perchè finalmente ho trovato una palestra economica nella mia città con una pedana e un bilanciere olimpionico (indispensabile per chi fa powerlifting). Purtroppo, da li a poco ho smesso, prima con la boxe, poi con il powerlifting, con i massimali ancora ben lontani dal mio potenziale.

Devo premettere che da teenager ero fortarello, non una bestia, ma avevo carichi interessanti. Coi pesi ho sempre avuto una certa afifnità. A 17 anni facevo delle serie in panca piana con 110 Kg. Senza tecnica, senza un allenamento preciso, e con presa da body building. Ma riprendere con i pesi è stato come tornare sulla bicicletta. Se li ami i pesi, se ti trovi a suo agio con loro, riesci ad instaurare un rapporto particolarissimo. Altro che fiori. Impari a conoscerli, a parlarci, a offenderli e quando ritorni da loro ci vuol poco per ricominciare a capirli. E’ un rapporto amore-odio, dove il peso è il nemico che detesti, ma che rispetti.

Per chi vuole seguire il mio iter

I primi mesi di allenamento dopo anni di inattività sono terribili, sia chiaro, e non parlo solo della “carne greve”. La prima cosa che ti ammazza è la resistenza. Non hai fiato, se non fai un cazzo da anni, non riesci neppure a finire un ciclo di allenamento senza fermarti ad ansimare ogni dieci minuti. Ci vuol tempo per prendere i giusti tempi di recupero. 30-40 secondi tra le ripetizioni, all’inizio te li puoi scordare. Poi ci sono i tendini, e quelli sono terribili. I muscoli, soprattutto se allenati in gioventù, si irrobustiscono in fretta, ma anche se le tue braccia e le tue cosce sollevano certi pesi, non è detto che gomiti e ginocchia siano pronti a seguire. Purtroppo bisogna arrendersi al fatto che i tendini sono un collo di bottiglia. Stai calmo, parti con i pesi che credi di poter reggere senza troppi dolori, e non dovrebbero esserci incidenti. Ci mettono piu tempo, ma anche quelli arrivano a tenere il passo. Infine c’è il discorso dei muscoli “stabilizzatori” . Muscoletti complementari che ti permettono di tenere il controllo di un peso. Se non fai niente da anni, appena ti metti in panca piana vedi che il peso oscilla dappertutto, e fai il triplo di fatica a fare i movimenti corretti perchè questi muscoli fanno pena e non fanno il loro lavoro. Ti distrai di continuo dal peso perchè metà del tuo cervello è impegnata a non farlo cadere. Ma questi sono i primi che si mettono in riga, se smetti di fare quel che ti dice il trainer che ti mette alle macchine (come la pectoral machine) e cominci ad allenarti con i pesi liberi. Quando questi muscoli “secondari” cominciano a funzionare bene, le soddisfazioni sono a portata di mano. E’ li che i carichi iniziano a salire, perchè avere il controllo dei pesi significa anche fare gli esercizi per bene.

Tornando ad oggi, sono alle terza settimana di allenamento. Ho ricominciato il 6 Settembre. Fortunatamente non ci sono 15 anni di inattività da tamponare stavolta. Dopo due settimane di full-body ho deciso di passare ad un allenamento tradizionale, spezzando le solite sei “zone” in cui il corpo è convenzionalemnte suddiviso in tre giornate di pesi, stretching (fondamentale sopo pause cosi lunghe) e cardio.

Una cosa splendida è stato notare come solo due settimane di pesi abbiano fatto sparire un dolore muscolare alla spalla e al tricipte che mi tormentava da mesi. Ho curato un’ernia con lo stacco e un dolore cronico al tricipite con la french press. Ah! Poi dicono di non fare pesi quando hai dei dolori addosso.

Nota Bene: il mio non è un allenamento tradizionale. L’anno scorso avevo cominciato una serie di circuiti tipici dell’allenamento per powerlifting (ciclo Korte ecc.). Non ho mai raggiunto carichi davvero interessanti perchè le ultime settimane prima di fermarmi definitivamente, l’allenamento non era sufficientemente continuativo. Per allenarsi sui grossi carichi, un giorno di fermo può essere deleterio. Quello che voglio premettere è che si tratta di un allenamento ibrido che ha il triplice compito di rimettere il corpo in forma (diciamo “ricondizionamento”) allenaendolo nella maniera piu completa possibile (pesi liberi e muscoli “grandi”), di aumentare il tono muscolare complessivo, con particolare attenzione alla bassa schiena e alle gambe che sono – poveracce – in condizioni penose a causa del peso,  e di introdurre le tre alzate tipiche del powerlifting in modo da prepararmi all’allenamento vero a proprio che adotterò quando sarò piu in forma.

Alla prossima pubblicherò il mio regime alimentare e la mia scheda di allenamento. Sarà una sorta di diario online.  Spero sarà di aiuto a qualcuno.

September 22, 2010

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