Ancora su Typo3

Oggi ho preso in mano Typo3 per la seconda volta. E’ interessante vedere che al termine dell’installazione, comunque vada, il CMS opera in modalità 3.8 anzichè 4.15 (l’ultima versione). Nel pannello di amministrazione fa la sua bella figura un bel box giallo canarino con scritto che devi eseguire un upgrade per portare il CMS all’ultima versione. Essendo la 4 una major release mi chiedo che bisogno reale ci sia di fare un lavoro di questo tipo. Comunque è andato tutto liscio, in pratica sono due pagine di wizard in cui viene chiesto di leggere e confermare la conoscenza che la nuova versione utilizza i trattini centrali “-” al posto di quelli bassi “_” nei nomi delle pagine per facilitarne l’indicizzazione sui motori di ricera. Cool.

Finito questo si presenta il primo bug (strano eh?). In pratica Typo3 crea un file “noborder.html” che si interpone tra due pannelli di amministrazione (e appare come un minuscolo bordino bianco con scritto “parse error”). Tale file HTML contiene codice PHP, e se il file php.ini (notoriamente lockato dagli amministratori di sistema nelle macchine in hosting – scusate se non ho migliaia di €uro da sputtanare in macchine in housing o in banda larga per mettermi un web server in casa) non è opportunamente configurato, il server fa partire il parsing del codice anche se il file ha estensione HTML… soluzione comunemente accettata (turandosi il naso perchè comporta l’invalidazione della pagina) è sostituire l’intestazione con

p echo ‘xml version=”1.0” encoding=”iso-8859-1″?>’;

Ora pare tutto bello pulito. Ho letto un paio di dozzine di pagine di questo libro su Typo3 della Packt. Ancora non sono arrivato nel vivo ma la cosa sembra interessante, il CMS ha persino un suo linguaggio di scripting su misura. Ho letto in giro che il tempo stimato di apprendimento di questo mostro è circa un anno. Staremo a vedere.

Nel mentre dovrei studiare cazzo, mancano 3 settimane all’appello di Programmazione e non ho ancora aperto il portatile (programmo in C++ solo sotto Linux, nessuno degli ambienti di sviluppo che ho installato sotto Vista è privo di bug e non ho voglia di passare del tempo a capire perchè le cose non vanno – anche solo per questo W Debian).

La giornata è stata abbastanza produttiva, in ditta ho installato qualche macchina, incontrato l’ennesima noia (bello vedere un PC eseguire un Windows Update 3 volte di fila e inchiodarsi regolarmente su Explorer solo per rendersi conto che bastava impostare in automatico il Servizio di Trasferimento “Intelligente” in Background perchè settarlo su Manuale non bastava), montato Skype su qualche PC, scoperto che i print server per i plotter HP costano una milionata di vecchie lire. Ma la regina di questo venerdì è stata la mitica cartuchera, una costata gigante di manzo frollata ad hoc e tenuta sotto sale grosso per una giornata intera. Sul mio bel Weber OT57 ha fatto un figurone.

PS per i griller neofiti come me: ricordarsi di usare le valvole d’aria sotto i barbecue per ravvivare le braci o tendono a raffreddarsi in fretta e, ancor piu importante, prendete della carbonella buona. Oggi ho comprato dei sacchi di bricchetti di carbone di ciliegio da 6 euri l’uno, al contrario della carbonella standard che cosa meno della metà e la differenza devo ammettere è davvero notevole. Prima di tutto hai dei pezzi grossi che non si sbriciolano nell’accenditore per farti ritrovare con un volume di carbonella pari a metà di quello che ci hai messo dentro. Le braci si ricoprono lentamente di cenere e anche ad occhio si vede quando sono pronte e al massimo del calore. Si puliscono piu facilmente e durano il doppio. Mai piu carbonelle del cazzo, grazie.

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Posted: January 12th, 2008
Categories: Programmazione Web
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