News for November 2009

GTD Introduzione

Ormai da oltre un anno ho adottato una nuova metodologia di lavoro, un sistema ordinato di pratiche che aiutano a districarsi negli impegni quotidiani e a visualizzare meglio i propri obiettivi e progetti.

Non si tratta di un corso motivazionale tipo quelli dove corri sui carboni ardenti, o meeting New Age che costano migliaia di euro, ma di un semplice libro. Scritto da un guru della produttività Americano chiamato David Allen, il libercolo mette a disposizione una serie di pratiche che possono essere implementate come meglio si vuole, con costi ridotti al minimo. Tecnicamente, si può implementare il sistema a costo ZERO. Il mio contenitore di raccolta per esempio, è una scatola da scarpe, e tutto il resto degli attrezzi necessari al set up tipicamente risiede già in casa di chiunque. Il libro, un paperback dal costo inferiore ai dieci euro che da nome al metodo, si chiama “Getting Things Done” (GTD) – che, tradotto non “alla mentecatta” dovrebbe essere qualcosa come “Portare a Termine le Cose”. In Italia lo si trova invece con lo spettacolare titolo di “Detto Fatto! L’arte dell’Efficienza”. Il libro ha una distribuzione discutibile nelle librerie (d’altronde già occupate da miserrime pile di scarsissimi libri fantasy scritti da adolescenti e sedicenti scrittrici incapaci), per cui l’ho dovuto comprare tramite IBS. Se proprio volete sapere di che si tratta senza spendere nulla, ho visto che sul mulo circola anche il PDF (anche in Italiano).

Parlare di questo metodo per me è cosa difficile e delicata. Innanzitutto non credo che seguire questo sistema di gestione del tempo e degli impegni possa dare gli stessi risultati a tutti. Potenzialmente tutti potrebbero goderne (a livelli differenti), ma come per tutti i sistemi di produttività, è efficace realmente solo su persone che vogliono davvero un miglioramento nella propria vita, che sono mentalmente aperte alla possibilità di lavorare usando degli schemi precisi dettati dal buonsenso, anziché affidarsi all’ispirazione del momento come fanno gli “artisti”. Adottare questo metodo è faticoso all’inizio, e non privo di tranelli che posso complicare le cose, ma in ultima analisi fornisce maggiore concentrazione sulle cose importanti e aumenta creatività e libertà di pensiero – strano eh?

Sia le menti “scientifiche” che quelle “letterarie” (orribile divisione che ODIO comunemente accettata dalla società moderna) possono goderne, eppure ci sono categorie specifiche di persone che semplicemente troveranno la luce leggendo questi consigli. Io sono stato uno di questi. Per quanto il metodo richieda 1-2 anni di sviluppo e analisi per potersene appropriare al 100%, i primi risultati sono immediati – ogni pagina è un “aaah” o un “ooh”. Mi sono slogato il collo a forza di annuire mentre lo leggevo. E’ troppo tempo che non faccio headbanging davanti al palco di un gruppo grind.

Un piccolo aneddoto: quando non ero neppure adolescente comprai un libro di Dianetics. A dire il vero, non l’ho mai letto oltre le prime dieci pagine (ne credo lo farò mai). Il mio medico quando lo vide sui miei scaffali trasalì come se fosse la copia originale del Necronomicon (piu avanti capii il perchè visto che i Dianetici negano l’efficacia della medicina moderna). In realtà l’avevo comprato solo perchè al tempo Hubbard scriveva libri di fantascienza, tra i quali un fantomatico Kingslayer che non ebbi mai modo di leggere, ma mi colpì perchè il titolo conteneva la parola “Slayer”, come il gruppo. E’ difficile far capire a chi ha conosciuto il metal nell’era digitale quanto la musica alternativa (al pop) fosse non-esistente nella vita di tutti i giorni. Sono trasalito quando ho sentito un pezzo dei Metallica come sottofondo a uno spot nei primi ’90. Sono trasalito persino quando ho visto la prima VHS, visto che i metallica stessi avevano affermato che non avrebbero MAI fatto un videclip. Insomma dire che fosse un genere di nicchia è incredibilmente riduttivo, non si può neppure spiegare. Quando ero ancor piu piccolo di allora, e parlo di 8-9 anni, credevo che Bennato cantasse

Mi ricordo che anni fa
di sfuggita dentro un bar
ho sentito i JUDAS che suonavan…

Credo di aver detto tutto.

Comunque il libro finì nello scaffale finchè qualche settimana fa, spolverando i libri mi sono ritrovato davanti a questa boiata di libro. In copertina c’era la promessa di poter migliorare la propria vita. Cazzo, già al tempo ero confuso di brutto. Ma il punto è che dentro a quel libro trovai una lunga lista di cose da fare spiegazzata a mo’ di segnalibro. Una primitiva checklist con appuntamenti, cose da fare subito o in un ipotetico futuro, appunti, progetti ec-. C’era un embrione di quello che il GTD poi mi ha portato a definire con una tecnica ben precisa, incredibile! Questo per dire solo che certe persone ci sono nate con la necessità di ordinare e organizzare le proprie idee.

Come già detto sono un collezionista folle, un catalogatore, appassionato di dozzine di “cose” e i miei pensieri fluttuano costantemente da un contesto ad un altro. Fagocito in continuazione nozioni e informazioni da quando ho imparato a leggere. Aver trovato un metodo che mi consentisse di tenere tutto sotto controllo questa ciclopica mole di dati ingestibile è stato fondamentale, credo anche sia stato salutare dal punto di vista mentale. La mia mente è sempre vissuta nel caos,  ma non posso dire che mi ci trovassi a mio agio.

Nel prossimo post spiegherò a grandi linee di cosa si tratta nel dettaglio questo GTD, e di come io lo abbia dapprima implementato, e successivamente modificato fino alla configurazione attuale. Probabilmente partirò dalla mia prima configurazione, e dagli errori che avevo commesso.

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Posted: November 5th, 2009
Categories: Organizzazione, Produttività
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